Ci sono imprevisti che non riguardano solo noi, accadono in un attimo, senza cattive intenzioni e ci ricordano quanto le nostre azioni – anche le più innocue – possano avere conseguenze sugli altri.
Questa è la storia di Andrea e di un episodio che gli ha fatto capire quanto sia importante essere protetti anche nella vita di tutti i giorni.
Mi chiamo Andrea, ho 42 anni e vivo in un piccolo condominio a Banchette, una di quelle palazzine dove ci si conosce tutti: due chiacchiere sulle scale, il buongiorno dal balcone, i bambini che giocano nel cortile mentre la vicina stende i panni.
Un sabato mattina stavo sistemando alcune cose in garage. Avevo deciso di fare ordine, approfittando del tempo libero: avevo appoggiato una scala vicino al muro e, distratto da una telefonata, non mi sono accorto che era rimasta leggermente sporgente verso il passaggio comune.
Pochi minuti dopo ho sentito un tonfo, una vicina, passando, aveva urtato la scala ed era caduta. Per fortuna niente di grave, solo una forte contusione che l’ha costretta a dover ricorrere a visite mediche e giorni di riposo.
Il senso di colpa è stato immediato, non avevo fatto nulla di volontario ma l’incidente è successo per una mia distrazione.
È stato in quel momento che mi sono ricordato della polizza che avevo sottoscritto con Unicanavese, che includeva anche la responsabilità civile nella vita privata. Ho chiamato l’agenzia, spiegato l’accaduto e sono stato seguito passo dopo passo. Le spese mediche della vicina sono state coperte, senza discussioni né tensioni tra noi.
La cosa più importante, però, non è stata solo la gestione economica: è stato poter guardare quella persona negli occhi sapendo che il problema era stato affrontato nel modo giusto.
Proteggersi significa anche proteggere gli altri. Grazie Unicanavese, perché anche negli incidenti più piccoli fate la differenza più grande.



